Il rischio sismico

Vulnerabilità sismica del villaggio di Alzano

Relazione con il contributo di valledelsalto.it, pubblicata per la prima volta negli atti del XVII convegno ANIDIS "L'Ingegneria sismica in Italia", Pistoia, 17-21 Settembre 2017. La relazione, nella versione italiana, sarà pubblicata negli atti del convegno "Storia e attualità del rischio sismico nell'Appennino Centrale", tenuto a Cittaducale (Rieti) l'11 maggio 2017.

"Seismic vulnerability assessment of the village of Alzano, in the Salto Valley, as a first and unavoidable step for its revitalization by using local natural resources and advanced technologies"

a cura di:
- Sabrina Taffarel, Francesca da Porto e Claudio Modena (Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale (DICEA), via F. Marzolo 9, 35131 Padova)
- Cesare Silvi (valledelsalto.it and Italian Group for the History of Solar Energy (GSES), via Nemorense 18, 00199 Roma)

26 Novembre 2018 - Lazio: una legge per adeguamento edifici a rischio sismico

(ANSA) - ROMA, 26 NOV. 2018 - "Il Lazio è ultimo per tante cose, stavolta siamo primi. Conviene mettere risorse su ogni tragedia o forse è più conveniente investire sulla prevenzione? Noi con questa legge vogliamo dire alla politica 'più importante' che è necessario investire". Così il presidente della commissione Ricostruzione del Consiglio regionale del Lazio Sergio Pirozzi, che oggi ha presentato la 'sua' legge regionale sul rischio sismico approvata all'unanimità dall'Aula venerdì scorso. Con l'ex sindaco di Amatrice il presidente dell'Ingv Carlo Doglioni, che ha dato supporto tecnico nella stesura del testo. La 'Legge Pirozzi' stanzia 7,7 milioni di euro nel biennio 2019-2020 per i privati delle aree in zona sismica 1, quella più a rischio, che potranno godere di contributi a fondo perduto fino al 30 per cento da parte della Regione per interventi di adeguamento sismico‎ degli stabili pre-1974, per i quali sarà anche possibile ottenere prestiti a tasso agevolato grazie a una convenzione con le banche. La legge inoltre permette di accelerare e semplificare la ricostruzione dei Comuni terremotati, dando tra l'altro la possibilità di ridurre i piani dell'edificio ampliando fino al 50 per cento l'area di sedime, abbassando così la vulnerabilità; inoltre si potranno ridurre le aree boschive (con obbligo però di compensazione nello stesso Comune) per realizzare opere di pubblica utilità. La legge Pirozzi, poi, promuove studi sui fattori di rischio e sulla vulnerabilità sismica, e finanzia il completamento degli studi di microzonazione che produrranno, come atto conclusivo, il 'Documento sul rischio sismico regionale'. A tale documento dovranno adeguarsi gli strumenti urbanistici. Viene infine istituita la Giornata regionale dell' alfabetizzazione sismica ogni 13 gennaio, in ricordo del catastrofico terremoto della Marsica del 1915. "Dopo la tragedia c'è sempre un investimento di risorse - ha detto Pirozzi - poi si cade nell'ignavia. Oggi questa legge deve far riflettere: un piano straordinario di messa in sicurezza dell'Italia sarebbe l'uovo di Colombo, questo è un territorio fragile e faremmo crescere il Pil senza fare niente di straordinario. Venerdì è stata una grande giornata e una grande soddisfazione - ha concluso Pirozzi - ora speriamo che altre Regioni ci imitino".(ANSA).

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Link all'articolo sul sito dell'ANSA


Venceslao Amici

Venceslao Amici nato a Paggese di Acqua Santa Terme nel 1869 e morto a Roma nel 1948 fu ingegnere e deputato del collegio di Cittaducale dal 1909 al 1919. E' conosciuto nelle Valli del Velino e del Salto anche per i suoi progetti ferroviari: Ferrovia Salaria (1903-1907) e Ferrovia Rieti-Avezzano (1907-1914) (link wikipedia).

Il 19 marzo del 1915, due mesi dopo il catastrofico terremoto della Marsica,  illustrò in un’accurata relazione presentata al Parlamento del Regno d’Italia cosa avrebbe dovuto essere fatto per renderci liberi dall’incubo del terremoto. Per Amici La nostra stessa esistenza, quella delle nostre future generazioni, l’avvenire sociale, industriale, economico del nostro amato paese ci obbliga a fare qualunque sacrificio pur di allontanare o almeno alleviare quanto è più possibile le conseguenze del terremoto. A tal fine illustrò una serie di azioni da mettere in campo, dalla realizzazione della carta generale d’Italia con la rappresentazione della storia dei terremoti, a nuove norme per la costruzione e ricostruzione, prendendo ad esempio quanto già si faceva con successo al tempo in Giappone, alla creazione di Un ufficio centrale del terremoto.

Benissimo!

Fu questa la risposta al lungo discorso, destinato purtroppo ad essere immediatamente dimenticato. Nello stesso anno infatti i nove milioni di morti causati dallo scoppio della prima guerra mondiale oltre ai circa sette milioni di morti per cause da essa derivate, trasformarono i trentamila morti del terremoto quasi in un'inezia trascurabile.

Le indicazioni di Venceslao Amici furono presto del tutto dimenticate

L'intervento di Venceslao Amici è stato riportato alla luce nel 2015, in occasione delle manifestazioni organizzate ad Avezzano per i 100 anni dal terremoto marsicano, dalla dott.ssa Fosca Pizzaroni, già funzionaria dell’Archivio Centrale dello Stato e Ispettore archivistico onorario.

Nei link a seguire il testo integrale dell’intervento di Amici, illustrato e commentato durante il Convegno su “Storia e attualità del rischio sismico nell’appennino centrale”, tenuto presso la Sala della Comunità di Cittaducale il 12 maggio 2017 e il testo trascritto in vari formati a cura dell'associazione valledelsalto.it

Relazione di Venceslao Amici del 1915 - Relazione accessibile trascritta in vari formati