Il rischio sismico

Vulnerabilità sismica del villaggio di Alzano

Relazione con il contributo di valledelsalto.it, pubblicata per la prima volta negli atti del XVII convegno ANIDIS "L'Ingegneria sismica in Italia", Pistoia, 17-21 Settembre 2017. La relazione, nella versione italiana, sarà pubblicata negli atti del convegno "Storia e attualità del rischio sismico nell'Appennino Centrale", tenuto a Cittaducale (Rieti) l'11 maggio 2017.

"Seismic vulnerability assessment of the village of Alzano, in the Salto Valley, as a first and unavoidable step for its revitalization by using local natural resources and advanced technologies"

a cura di:
- Sabrina Taffarel, Francesca da Porto e Claudio Modena (Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale (DICEA), via F. Marzolo 9, 35131 Padova)
- Cesare Silvi (valledelsalto.it and Italian Group for the History of Solar Energy (GSES), via Nemorense 18, 00199 Roma)

Venceslao Amici

Venceslao Amici nato a Paggese di Acqua Santa Terme nel 1869 e morto a Roma nel 1948 fu ingegnere e deputato del collegio di Cittaducale dal 1909 al 1919. E' conosciuto nelle Valli del Velino e del Salto anche per i suoi progetti ferroviari: Ferrovia Salaria (1903-1907) e Ferrovia Rieti-Avezzano (1907-1914) (link wikipedia).

Il 19 marzo del 1915, due mesi dopo il catastrofico terremoto della Marsica,  illustrò in un’accurata relazione presentata al Parlamento del Regno d’Italia cosa avrebbe dovuto essere fatto per renderci liberi dall’incubo del terremoto. Per Amici La nostra stessa esistenza, quella delle nostre future generazioni, l’avvenire sociale, industriale, economico del nostro amato paese ci obbliga a fare qualunque sacrificio pur di allontanare o almeno alleviare quanto è più possibile le conseguenze del terremoto. A tal fine illustrò una serie di azioni da mettere in campo, dalla realizzazione della carta generale d’Italia con la rappresentazione della storia dei terremoti, a nuove norme per la costruzione e ricostruzione, prendendo ad esempio quanto già si faceva con successo al tempo in Giappone, alla creazione di Un ufficio centrale del terremoto.

Benissimo!

Fu questa la risposta al lungo discorso, destinato purtroppo ad essere immediatamente dimenticato. Nello stesso anno infatti i nove milioni di morti causati dallo scoppio della prima guerra mondiale oltre ai circa sette milioni di morti per cause da essa derivate, trasformarono i trentamila morti del terremoto quasi in un'inezia trascurabile.

Le indicazioni di Venceslao Amici furono presto del tutto dimenticate

L'intervento di Venceslao Amici è stato riportato alla luce nel 2015, in occasione delle manifestazioni organizzate ad Avezzano per i 100 anni dal terremoto marsicano, dalla dott.ssa Fosca Pizzaroni, già funzionaria dell’Archivio Centrale dello Stato e Ispettore archivistico onorario.

Nei link a seguire il testo integrale dell’intervento di Amici, illustrato e commentato durante il Convegno su “Storia e attualità del rischio sismico nell’appennino centrale”, tenuto presso la Sala della Comunità di Cittaducale il 12 maggio 2017 e il testo trascritto in vari formati a cura dell'associazione valledelsalto.it

Relazione di Venceslao Amici del 1915 - Relazione accessibile trascritta in vari formati